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Invitación a Conferencia sobre Arte Toscano

Los invitamos a la charla sobre “La pintura en Toscana: la fuerte marca de una cultura portentosa”, que desarrollará el Arquitecto Marcelo Olmos, Director del Museo Provincial de Bellas Artes, “Rosa Galisteo de Rodríguez”, en la Sala Vecchioli de la Sociedad Italiana el día 25 de Septiembre a las 20 horas.


Alejandro Mascardi
Presidente

Natalia Fontanet Barsotti
Secretaria

LA CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA (SIENA)


La costruzione di questa stupenda chiesa è durata più di due secoli, dal 1150-1370, siccome i lavori sono stati interrotti diverse volte come risultato delle guerre con Firenze. Per questo motivo il senese ha deciso di farla più grande di quella di Firenze, non potendo farlo per problemi di statica. Come è stata costruitta in diversi anni, la cattedrale ha degli stili variati che vanno dal romantico al gotico e gotico fiorito.

La facciata in pietra rossa e verde, è stata costruita sulla parte inferiore da Giovanni Pisano, mentre la parte superiore fu fatta da Giovanni di Cecco. Molto bella, con un grande rosone centrale che raffigura L'Ultima Cena, circondato anche da quaranta busti che rappresentano i quattro Evangelisti e i trentasei patriarchi e dei profeti. Il suo bellissimo pavimento si comporre di cinquantasei immagini realizzate da artisti differenti.

L'interno ha molte opere d'arte, tra le quali ricordiamo un bel bicchiere macchiato progettato da Duccio di Boninsegna, statue di Michelangelo, Bernini, Donatello, Pinturicchio e di Jacopo della Quercia. Meraviglioso è anche il pulpito di Nicola Pisano fatto con l’aiuto del figlio Giovanni e Arnolfo di Cambio. Si tratta di una base ottagonale ed è supportato da nove colonne. I pannelli del parapetto rappresentano grandi storie della vita di Cristo e sono divisi da figure di profeti e angeli.

Il campanile fu costruito nel XIV secolo con un progetto di Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura, è caratterizzato da una listatura in bianco e nero e per le finestre che appaiono su ogni lato.

All’ interno, c’è anche la Libreria Piccolomini la quale fu fatta costruire nel 1492 dall'Arcivescovo di Siena, Cardinale Francesco Piccolomini Todeschini (poi Papa Pio III) per custodire il ricchissimo patrimonio librario raccolto dallo zio Papa Pio II. Si trova lungo la navata sinistra, prima del transetto, e venne ricavata da alcuni ambienti della canonica. Non ospitò mai i libri per la quale era stata creata. Venne affrescata dal Pinturicchio ma solo dopo la morte di papa Pio III. Gli affreschi descrivono avvenimenti della vita di papa Pio II. Contiene numerosi pregevoli antifonari miniati e il gruppo marmoreo delle Tre grazie.

La Cappella Piccolomini è situata lungo la navata sinistra, subito dopo l'ingresso della Libreria Piccolomini, il grandioso altare in essa contenuto fu commissionato nel 1481 ad Andrea Bregno dal cardinale di Siena Francesco Piccolomini, poi papa Pio III nel 1503. Lo scopo era di dedicare una grandiosa opera artistica allo zio papa Pio II, celebrando contemporaneamente la presenza politica e culturale della famiglia Piccolomini a Siena. Bregno realizzò l'altare fra il 1481 e il 1485, valendosi anche della collaborazione di Luigi Capponi. Il giovane Michelangelo fu poi chiamato fra il 1501 e il 1504 per completarlo, per espresso volere dell'Opera di Santa Maria del Fiore. Lui vi aggiunse, nelle nicchie inferiori, le quattro statue di San Pietro e San Pio a destra e San Gregorio e San Paolo a sinistra.

Traddotto dal libro “ Toscana, la región más bella de Italia” Ed. Officina grafica bolognese S.R.L

LA TOSCANA E LA SUA STORIA (II)



Come si sà, gli Etruschi si stabilirono nella Regione Toscana (Etruria), che si stendeva dall'Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Campania e verso la zona padana dell'Emilia-Romagna e della Lombardia. Le tracce lasciate da questa civiltà sono databili tra il VIII e il I sec a.C. in corrispondenza dell'ascesa del mondo greco.

Ci sono due ipotesi riguardo l'origine degli Etruschi: un'ipotesi linguistica, e un'altra filologica. La prima, formulata dal linguista Massimo Pittau si basa sulla supposta derivazione della lingua sarda e di quella etrusca dall'antica lingua lidia. Secondo questa teoria, gli Etruschi proverrebbero dalla Lidia, in accordo con il racconto di Erodoto. Tale migrazione, tuttavia, sarebbe avvenuta per tappe, prima in Sardegna, dove avrebbe dato origine alla civiltà nuragica attorno al XIII secolo a.C., e quindi sulle coste tirreniche dell'Italia centrale, dove la civiltà etrusca si sarebbe sviluppata a partire dal IX secolo a.C.
La seconda, invece, gli Etruschi sarebbero piuttosto di origine autoctona, con la sovrapposizione di colonizzazioni sarde durante il I millennio a.C.. La migrazione del XII secolo a.C. sarebbe pertanto avvenuta a più riprese da occidente verso oriente, piuttosto che il contrario. Ciò sarebbe confermato dai documenti egizi che citano i Tereš o Turša (Tyrsenoi o "Tirreni") accanto ai Shardana, o Sardi, tra i Popoli del Mare. Lo stesso termine "Tyrsenoi" in lingua greca potrebbe significare "costruttori di torri", fatto che dimostrerebbe l'affinità fra la civiltà nuragica e quella etrusca.

Secondo lo scrittore latino Festo i re Etruschi erano sardi o di origine sarda: "Reges soliti sunt esse Etruscorum, qui Sardi appellantur . Quia Gens etrusca, Horta est Sardibus" (Sono soliti essere re degli Etruschi coloro che si chiamano Sardi. Quindi la gente etrusca è originaria dai Sardi)
Secondo gli antichi gli Etruschi giunsero per mare dall'Asia Minore, ma già in tempo romano venne messa in dubbio questa versione. I moderni studiosi hanno abbracciato diverse teorie, da quella che riprende gli studi antichi di un possibile arrivo dall'Asia - teoria fondata sulla presenza di fortissimi influssi orientali nella cultura dell'Italia centrale in quei tempi- a quella che li fa provenire dal nord o quella che li identifica con quei popoli che bruciavano i loro morti nell'Europa Centrale sul finire dell'età del bronzo; infine ci sono le teorie dell'autoctonia e la più recente teoria secondo cui il popolo etrusco nasce da un incontro tra autoctoni e popoli da paesi stranieri; questa teoria è retta dal fatto che nella lingua etrusca si trovano somiglianze con un dialetto del VI a.C. parlato nell'Isola di Lemmo nell'Egeo e nello stesso tempo la lingua etrusca è influenzata dagli idiomi dei vicini popoli italici. La romanizzazione dell'Italia che impose l'uso del latino fece perdere la letteratura originale, per cui i dati in possesso sono pochi e frammentati.

Tratto da:
http://www.leginepraie.com/Etruschi_Toscana_Vetulonia_Populonia_Vulci.html
Salvatore Pezzella, Gli Etruschi: testimonianze di civiltà.
http://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_etrusca

LA TOSCANA E LA SUA STORIA (I)


Toscana è ricca in monumenti storici. Le sue città, sulle colline, sono quasi tutte amurate da mure etrusche e nelle sue strade si guardano dei palazzi medioevali e Renacentisti. Le comune riflettono gli ideali di democrazia e autogoverno, e sopra le rovini di antichi tempi pagani ci sono le chiese. La campagna e anche un insieme di castelli, paesini fortificati sono simboli della violenza e delle lotte interne che divisero la regione durante tanto tempo. Un esempio di questo è la città di San Gimignano che si trova su una collina.

Alcuni dei castelli piu imponenti, come la Fortezza Medicea di Arezzo, prendono il nome della famiglia Medici. Il suo stemma, trovato dapertutta la Toscana, è un riflesso dell’importanza che ha avuto nello sviluppo della regione. Loro permetterono la nascita dell’ Umanesimo e del Rinascimento. Dopo, come Grandi Duchi di Toscana, furono protettori di scientifici come Galileo Galilei. La Toscana fu teatro di importanti fatti : Napoleone Bonaparte sbarcò all’Isola d’Elba,dove il nemico aveva deciso di esiliarlo, e Firenze fu capitale dell’Italia Unificata (1565-1871).
I bombardei della Seconda Guerra Mondiale e le inondazioni di 1966 a Firenze danneggiarono molti monumenti e opere d’arte della Toscana. Nonostante, i lavori di restaurazione raggiunsero livelli straordinari e attualizzarono i mezzi scientifici d’investigazione. Di questo modo, il patrimonio artistico toscano continua ad essere fonte d’ispirazione per la vita contemporanea e oggeto di ammirazione dei suoi innumerabili visitanti.

Continuerà...

L' ARTE TOSCANO



L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza, porta a forme creative di espressione estetica. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere "messaggi", non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente.
La Toscana, culla dell’ arte toscana, ha mantenuto durante secoli un ruolo protagonista nella produzzione artistica e nei monumenti. I primi resti sono risaliti al periodo dell’età del ferro. Gli Etruschi sona stati l’apice dell’arte antico. Loro erano una popolazione antichissima e unica, non avendo affinità, sia linguistiche che di stile di vita con altre genti. La civiltà etrusca rappresenta una delle culture di maggior spessore in Italia e nell'intero bacino mediterraneo.

Il Medioevo

Quantunque il termine di "Medioevo" sia abitualmente associato ad un concetto negativo, in Toscana esso risulta tra i periodi più fecondi in quanto ad elaborazione di forme d'arte (dalla pittura alla scultura) ed a proposizioni innovative di tipo architettonico ed urbanistico.
Uno dei piu famosi di questo periodo è stato Cimabue. Cenni di Pepo, detto Cimabue, nacque a Firenze nel 1240 circa. Non si hanno notizie certe della sua giovinezza e difficile risulta ricostruire la cronologia delle opere da lui realizzate, ma dalle quali è possibile disegnare un chiaro profilo della personalità di questo artista.
Cimabue opera in una corrente artistica ancora legata al classicismo bizantino, elaborando però un suo personale linguaggio nel quale la rappresentazione degli eventi sacri avviene in maniera più vicina la mondo reale. Tra le prime opere da lui realizzate abbiamo il Crocifisso di San Domenico ad Arezzo probabilmente dipinto tra il 1265 e il 1268 e il Crocifisso di Santa Croce a Firenze, entrambi ancora legati alla rappresentazione bizantina delle immagini sacre, nei quali però vi è già un'intento di rappresentazione drammatica della scena che supera gli schemi bizantini.
Nel 1270 circa, dipinse la Maestà che oggi si trova al Louvre, nella quale ancora chiaro appare l'intento di superare l'astrazione formale delle immagini bizantine, anche se la figura della Madonna appare come sospesa più che seduta sul trono, avvolta in panneggio a pieghe sottili.
Tra il 1277 e il 1280 lo troviamo ad Assisi dove esegue nella basilica superiore, gli affreschi delle volte e delle pareti del transetto; più precisamente: Evangelisti nella volta della crociera, Storie della Vergine nel coro, Scene dell’Apocalisse, Giudizio e Crocifissione nel braccio sinistro del transetto, Storie di S. Pietro nel braccio destro. Coevi sono l'affresco della Madonna, San Francesco e angeli, che si trova nella Basilica inferiore e il San Francesco che si trova al museo della Basilica di Santa Maria degli Angeli.
Probabilmente datata al 1279 è la Maestà di Santa Trinità che oggi si trova agli Uffizi. La composizione del dipinto è frontale e simmetrica, la figura della Madonna però assume un aspetto più umano perdendo il valore astratto tipico delle rappresentazioni bizantine.
Cimabue morì a Pisa nel 1302.

Tratto da :
* http://it.wikipedia.org/wiki/Arte
* http://www.storiadellarte.com
* Instituto Georgiano D’Agostini; Destinación Toscana; ENIT; 2001.

LA GASTRONOMIA IN ITALIA





La cucina italiana è molto assortita e rifletta la varietà culturale delle sue regione, ed anche la diversità della sua storia.
È imitata e praticata in tutto il mondo. È comune che si conosca la gastronomia italiana per i suoi piatti più conosciuti come la pizza e la pasta; ma anche per i diversi aromi ed i sapori del mediterraneo.


La cucina del nord d´Italia

Nella cucina di questa zona, si risalta l´eccellente pasta con i diversi sughi, come il pesto o la salsa bolognesa. Anche, i piatti di risotto sono molti importante in questa regione, dove si preparano di un modo impareggiabile. Inoltre, esistono piatti di pesce veramente deliziosi, accompagnati di diverse verdure.

La cucina del sud

La cucina del sud si distingue per i piatti di preparazione semplice chi presentano tra i suoi ingredienti principali l´olio d´oliva e le verdure tipiche di questa zona: i pomodori, i cavolfiori, le melanzane ed i peperoni.

La cucina del centro d´Italia

Si basa sulla carne e le verdure. Alcune delle carne più mangiate in questa zona sono quelle di maiale, agnello e mucca, cucinate al forno con le diverse verdure, come l´ asparago e gli spinaci.

La cucina in Sicilia e la Sardegna

L´ isole hanno una propia cucina fortemente influenzata dai popoli che l´ hanno dominato in tempo.
La gastronomia siciliana presenta tipici piatti mediterranei, come la pasta e il pesce di alta qualità perchè è la terra dei migliori grani.
In Sardegna, ci sono molti piatti tradizionali simili alla cucina catalana, come la “favata”.


Dati tratti da: http://www.dossier.net/chef.htm